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XXX° Campionato Invernale di Roma |
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La classifica giorno per giorno 13 marzo 2011 Il grafico accanto visualizza la posizione del Pepe nel corso delle diverse regate del campionato sia in classe 2 sia in overall. Il Campionato in categoria crociera classe 2 è stato vinto matematicamente all'ottava regata, mentre alla nona è arrivato il platonico alloro overall e la vittoria nel trofeo overall rollafiocco, grazie all'impressionante serie di vittorie collezionata dal Pepe nelle ultime regate. Al termine del Campionato Pepe si è aggiudicato 6 regate su 9 disputate in classe 2 e 5 su 9 in overall. |
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La premiazione 26 marzo 2011 Nella bellissima location scelta dal CVF per la premiazione, il centro Congressi La corte di Arenaro, sono calati i vichinghi a fare incetta di trofei! La ciurma del Pepe si è presentata con una coreografia spiritosa: il capo coperto da un cappellino a forma di elmo vichingo per ricordare le origini svedesi della barchetta e con un sorriso a 92 denti stampato in viso. Sicuramente siamo riusciti a suscitare un po' di allegria, viste le espressioni del viso di chi ci ha premiato, il simpaticissimo giudice capo del campo B Arturo Bruni. In una delle foto si vede anche Francesco Siculiana, famoso armatore di Alvaroski un pluripremiato Grand Soleil 40 e neo presidente UVAI, che si volta a vedere sullo schermo quale sia la barca che ospita un tale equipaggio di dementi... Le foto sono tratte dal sito del CVF. |
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le classifiche finali
generale overall generale classe 2 generale rollafiocco
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X° giorno 13 marzo 2011 Il maltempo protagonista della decima giornata del campionato. Punte di 20 nodi di scirocco in porto, oltre 28 in mare aperto, hanno convinto il comitato di regata ad annullare la prova. La classifica quindi rimane invariata con il Pepe che conquista in categoria crociera la vittoria di classe 2, overall e overall rollafiocco. Grande soddisfazione per tutta la ciurma del Pepe la vittoria in categoria crociera classe 1 degli amici di Quasar I ed il terzo posto di Shirly, il cui armatore è stato possessore di un Maxi 95. |
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le classifiche overall classe 2 generale overall generale classe 2
la regata vista da Google Earth
La partenza il primo giro il secondo tra le boe
nell'attesa del vento si posa per un catalogo di moda
troppo invelati a prua finiamo "dentro" le onde
la ciurma del Pepe nella nuova versione "fashion"
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IX° giorno 6 marzo 2011 Un'altra prova eccezionale del Pepe che vince overall una regata caratterizzata da qualche nostro errore e soprattutto dalle previsioni meteo completamente sbagliate: tutti i siti web che normalmente consultiamo davano un vento molto debole, sotto i 5 nodi. In effetti alle 8 del mattino all'arrivo in porto, il vento è il grande assente. Decido quindi di imbarcare il genoa1 nuovo, la randa 1, lo spi leggero "arma di fine di mondo", quello medio da poppa ed il WindSeeker. Usciamo dal Tevere con una calma piatta, già pensiamo a mettere le gambe sotto un tavolo al ristorante. Passiamo un paio d'ore a galleggiare in mezzo al mare, la barca comitato è molto a sud davanti a Castel Porziano, nonostante il sole ed il vento flebile la temperatura bassa si fa sentire. Si avvicina a noi il gommone dello stazzatore che ci avverte che subiremo una ispezione di stazza, timbriamo le vele che abbiamo a riva ed i 3 spi in cala vele, ci rivedremo al porto dice: nessun problema siamo tranquilli, a bordo non c'è nulla di irregolare ed anche le dotazioni richieste per le regate di categoria 4 sono presenti, pure quelle che francamente fanno un po' ridere in una regata che si svolge ad un miglio dalla costa: tormentina ad alta visibilità, pile e lampadine di ricambio per le torce, ricambi per il motore, manuale di pronto soccorso, ecc. Poco dopo mezzogiorno il vento sembra aumentare e raggiunge presto i 10 nodi, le condizioni ideali per la velatura del Pepe. Le boe vengono posizionate e le partenze si susseguono, proviamo qualche bolina e prendiamo sul cartografico le posizione della barca comitato e della boa di partenza, poi arriva il nostro turno. Paolo decide di partire in mezzo alla linea, una zona solitamente poco frequentata, ma siamo un po' in ritardo e partiamo coperti da diverse barche scadendo verso la boa che manchiamo per una inezia, la barchetta fatica a prendere abbrivio; il viso di Paolo è tirato e mormora tra se che ha sbagliato la partenza. Nel frattempo però stringiamo benissimo il vento e anche la velocità della bolina è ottima, riusciamo a districarci tra la flotta. Paolo mi chiede se me la sento di virare tagliando il campo di regata, ma Tagula II poco dietro di noi ci impedisce il bordo verso terra che sembra pagare molto. Poi Tagula II, che stava finendo nei nostri rifiuti, vira ed immediatamente la imitiamo, passando a poppa di un'altra barca, senza perdere troppo, e stringendo il vento in maniera impressionante. Riusciamo a liberarci da tutti gli avversari ed a portarci verso il centro del campo di regata, con un occhio di riguardo per gli amici di Quasar I, gli unici che possono toglierci la vittoria overall, che ha fatto un bordo molto verso terra ma non sembra aver portato grandi risultati. All'incrocio infatti sono dietro di noi, viriamo prima di incrociare la loro rotta con un bordo un po' scarso, abbiamo una corrente di 1 nodo che ci frena, ma i "Quasari" recuperano immediatamente lo svantaggio: quanto sono veloci! Nel frattempo il vento aumenta notevolmente, ci sono 16/17 nodi di apparente, mi viene un po' di rammarico, se solo avessi immaginato la situazione, il genoa 2 sarebbe stato perfetto; siamo 4/5 nodi oltre il limite di utilizzo del genoa leggero e per diminuire lo sbandamento chiedo ad Alberto di portare il carrello della randa sopravento e di mollare la scotta per svergolare la randa in alto. Diminuisce un po' lo sbandamento e quindi lo scarroccio, arriviamo finalmente in boa. Qui la ciurma compie un vero capolavoro, troviamo un buco, tra la boa e Shirly, un 46 piedi che sovrasta Pepe con la sua enorme mole. Il timoniere di Shirly volutamente, grazie Claudio!, non ci chiude la porta e li sfiliamo, con una manovra perfetta "arma di fine di mondo" sale a riva e la barchetta comincia a volare. Siamo sottovento ad Autarkie, un altro palazzo di 3 piani che, con equipaggio ridotto, non riesce a gestire lo spi. Siamo in poppa piena, vorremmo orzare un po' per portare lo spi da lasco... al lasco, ma Autarkie non risponde. Sono in serie difficoltà e non ce la sentiamo nè di forzare nè di protestarli, siamo quindi costretti a proseguire finchè con grande fatica riusciamo a passarlo. Sul Maxiview a base albero leggo velocità sempre oltre i 7,5 nodi con qualche puntata oltre gli 8! Dall'esame dei tracciati NMEA della regata sono riuscito a vedere una velocità massima di 8,5 nodi. Arriviamo in boa di bolina e ci aspetta il gommone del circolo per informarci di un cambiamento di percorso, mandando così "a donnine dell'Olgettina" tutti i nostri rilevamenti sul cartografico che, per una volta, mi ero ricordato di prendere. La seconda bolina è una sofferenza con il vento ancora salito di un paio di nodi, penso al povero genoa leggero, sembriamo meno competitivi rispetto alla prima ma teniamo duro. Siamo indecisi tra l'utilizzo dello spi nuovo da poppa con la calza e la discesa con vele bianche. Paolo è più per la seconda ipotesi, io per la prima. Decidiamo salomonicamente di provarle entrambe, valuteremo la situazione guardando la velocità che faremo a vele bianche. Viriamo la boa con Autarkie, ancora lui!, che arriva sparato mure a sinistra, riusciamo a passare per pochi metri ed iniziamo la discesa a vele bianche. Stavolta Autarkie è sottovento, scende anche lui vele bianche e dobbiamo stare discosti, non riusciamo a passarlo, decido quindi di alzare lo spi da poppa con la calza. Vado io a prua, visto che Francesca non lo conosce, lasciando il timone a Paolo. Dopo un minuto di intenso lavoro, lo spi si apre, torno velocemente al timone e cerco di poggiare per portare lo spi a 160/170 gradi rispetto al vento. Autarkie però è sempre accanto a noi con una rotta più all'orza, il nostro spi non rende molto tra il traverso ed il lasco, quindi non riusciamo a superarlo. Facciamo quasi tutta la poppa in queste condizioni, poi finalmente riusciamo a sfilare 'sto palazzo ed a distanziarlo. Paolo chiede di ritornare a vele bianche perchè siamo molto fuori rotta, per andare in boa dovremmo comunque abbattere e saremmo daccapo con lo spi ad una andatura a lui non congegnale: un paio di strapoggiate mi convincono immediatamente. Arriviamo in boa di poppa praticamente al traverso, con la linea d'arrivo perfettamente aperta: non dobbiamo neanche modificare la rotta per passarla vicino alla barca comitato. Siamo sicuramente primi di classe, ma non sappiamo se i nostri amici avversari, i "Quasari" sono riusciti nell'impresa di vincere questa regata. Immediatamente avvolgiamo il genoa, che ha già sofferto abbastanza, e l'amico Volvo ci riporta a casa con il suo quieto borbottio. Al ritorno in porto veniamo verificati, per la seconda volta in questo campionato, dallo stazzatore che trova ovviamente tutto in regola. Speriamo che il sigillo dello stazzatore chiuda definitivamente la bocca ai "pierini" che, con mormorii a mezza bocca e mai con una protesta ufficiale, hanno espresso dubbi sulla conformità del Pepe al certificato IRC. Giusto il tempo di arrivare al circolo a premiazione (e pastasciutta) finita, uno sguardo alla classifica ci dice che siamo primi overall. Niente male, viene da dire, considerando qualche errore, le vele adatte a venti ben più leggeri ed Autarkie che ci ha mandato entrambi i lati di poppa, il nostro punto di forza, "a donnine dell'Olgettina"! Nella foto a lato i "magnifici 7" del Pepe, elegantissimi con i nuovi giubbotti, all'arrivo della nona regata, da sinistra a destra: Francesca Fiorentino prua Alessia Forte drizze Massimo Ruggiero tailer Federico Siciliano tailer Pier Mario Bozzuffi timone Paolo Amicarelli tattica Alberto Forte randa |
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overall prova 1 overall prova 2 Classe 2 prova 1 Classe 2 prova 2 Generale Classe 2 Generale overall
la prima e la seconda regata viste da Google Earth
la ciurma del Pepe all'arrivo in porto
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VIII° giorno 20 febbraio 2011 Un risultato indimenticabile per il Pepe che, con l'equipaggio finalmente al completo, si porta a casa 2 vittorie overall e l'ambito Trofeo Emergency che già l'anno scorso avevamo vinto. La previsione di vento debole da sud è stata, per una volta rispettata, ed il Pepe era già pronto dal sabato precedente la regata con randa 1 e genoa 1, a bordo anche il Windseeker, lo spi leggero "arma di fine di mondo" ed il nuovo spi medio da poppa (non si sa mai, dovesse aumentare il vento...). Il meteo dunque prometteva una regata d'attacco per il Pepe, che con le condizioni di vento intorno ai 9/10 nodi di reale sembra essere imbattibile. Ci avviciniamo al momento della partenza consci che potevamo solo rovinare una giornata perfetta, ma oltre al vento giusto, a bordo c'era il grande Paolo che, come al solito, è stato determinante per i risultati. In partenza della prima regata, infatti riusciamo a partire in barca giuria, nonostante un incompetente su un 40 piedi, irrompesse sulla linea di partenza a velocità impressionante, chiedendo acqua a tutti, asserendo di non riuscire a governare e creando il panico sulla linea. Riusciamo comunque a trovare un varco per partire proprio ad un paio di metri dalla barca giuria. Cerchiamo di tenerci sul lato destro del campo di regata, ma senza allontanarci troppo dal centro, la bolina prosegue senza intoppi con il genoa I che porta la barchetta alla velocità target con facilità, non ci sono dubbi sulla posizione della boa che ci viene segnalata dagli spi dei minialtura che ci precedono. Andiamo un po' oltre la layline, ma stavolta nessuna esitazione sullo spi da issare, "arma di fine di mondo" sale a riva con un po' di ritardo ma appena a segno comincia a fare il suo sporco lavoro ed il Pepe con 2 soli bordi arriva in boa mangiandosi un paio di avversari con una naturalezza disarmante. Si riparte in bolina, con un piccolo incidente, si apre infatti il grillo a sgancio rapido della mura del genoa e perdiamo un minuto per sistemarlo con il genoa che non porta alla perfezione: occorrerà rivedere sia il grillo incriminato sia la configurazione delle drizze del genoa; quella principale non è rimandata in pozzetto, ma arriva a base albero ed in caso di problemi il prodiere dovrebbe operare in 2 posti diversi contemporaneamente. Per la prossima regata la drizza principale e quella secondaria verranno scambiate. Ci teniamo comunque sulla parte destra del campo di regata che ci sembra essere favorito, mentre il vento comincia ad oscillare. Stavolta non regaliamo niente a nessuno e raggiunta la layline andiamo dritti in boa, con "arma di fine di mondo" che sale immediatamente dopo la boa; il percorso di poppa sembra la fotocopia del primo lap, il colloquio tra il timoniere ed il tailer dello spi è continuo, la pressione è sempre buona ed abbiamo un'ottima VMG, forse un po' troppo puggiati per le caratteristiche dello spi. All'arrivo non vediamo nessuno della nostra classe, la sensazione di aver fatto una buona regata diventa una certezza!
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Nella
foto a lato l'equipaggio del
Pepe, da sinistra a
destra:
Francesca Fiorentino prua
Alessia Forte drizze
Alberto Forte randa
Pier
Mario Bozzuffi timone
Claudio Kolenc tailer
Federico Siciliano tailer
Paolo
Amicarelli tattica
Massimo Ruggiero albero |
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le classifiche overall classe 2
generale overall generale classe 2 la ciurma del Pepe al termine della regata l'avvicinamento alla boa d'arrivo e ad Autarkie! (foto di Marco Maurizi)
la veduta aerea della regata |
VII° giorno 6 febbraio 2011 Un'altra grande giornata per il Pepe che, nonostante le pesanti assenze dell'equipaggio, consolida il suo primato in classifica di classe 2. Solo Antigua e Tagula II reggono il passo, mentre Baralla sembra perdere contatto in ottica classifica finale del Campionato. Le premesse della giornata non erano buone, tanto per cambiare: oltre all'assenza annunciata del tattico Paolo Amicarelli ancora infortunato, Francesca il prodiere e Prisca numero 2 non hanno potuto partecipare alla regata, Federico il tailer di destra viene a bordo nonostante un mal di schiena fortissimo e viene immediatamente soprannominato "schienadritta" dal resto della ciurma, nota ai 4 angoli del mondo per la sua proverbiale delicatezza! Unica nota positiva il ritorno di Alessia, la drizzista titolare, che è un vero punto fermo nell'organizzazione della regata. In effetti l'equipaggio ridotto condizionerà un po' il risultato finale, come vedremo in seguito. La mattina usciamo in calma piatta dal Tevere, questa volta non abbiamo dubbi sulle vele da portare a bordo: Genoa I e Randa I, spi leggero "arma di fine di mondo", spi medio da poppa e Windseeker, il gennaker ultraleggero. Il comitato si spinge molto al largo di Ostia e ci chiediamo se vogliono portare l'intera flotta a regatare in Sardegna, evidentemente si aspettavano una termica da terra che puntualmente non arriva. Restiamo un paio d'ore a ciondolare come turaccioli in attesa del vento e ne approfittiamo per imparare ad utilizzare il Partenzometro che ci ha gentilmente donato Domenico nella scorsa regata e facciamo qualche bordo con il windseeker per evitare la noia, anche se Alessia ed Alberto sarebbero più intenzionati a prendere il sole... Suscitiamo comunque un po' di interesse tra le barche che ci circondano, perché riusciamo a muoverci a vela nonostante il vento apparente inferiore ai 3 nodi. A volte penso che l'interesse sia dovuto al deficiente che a bordo indossa il caschetto di protezione, ma questa è un'altra storia... Notiamo poi una certa agitazione tra la flotta, la barca comitato si dirige verso est avvicinandosi al litorale di Ostia inseguita, come una muta di cani da caccia, da tutte le barche a vela. In effetti sembra alzarsi un bel maestralino che permette di sistemare il campo di regata e finalmente si parte. Alberto ed io facciamo la tattica di partenza con il valido aiuto del Partenzometro e... la partenza è perfetta, siamo liberi da tutti al centro della linea mure a dritta e ci prendiamo come volevamo la parte sinistra del percorso. Pepe guadagna sui suoi avversari con il nuovo genoa I che da una bella mano: la prua è ottima ed anche la velocità. Il vento si mantiene per tutta la bolina intorno agli 9/10 nodi apparenti, le virate sono perfette nonostante un po' di confusione in pozzetto perché ho deciso in partenza che "schienadritta" e Claudio debbano alternarsi ai winch in modo che sia sempre quest'ultimo a recuperare la scotta. Poi "schienadritta" ci dice che per la sua schiena è peggio fare tutta 'sta manfrina che girare la manovella del winch e poniamo termine al balletto. Poco prima dell'arrivo in boa di bolina, si pone il dilemma su quale spi utilizzare, le prove del giorno prima dicono che con quelle condizioni si può azzardare il nuovo spi da poppa, che ha il grosso vantaggio di limitare le abbattute e di essere calzato: meno lavoro quindi per il povero Alberto che è costretto a fare 3 ruoli a bordo. Decido quindi per lo spi da poppa ed "arma di fine di mondo" rimane mestamente in cala vele. Alla boa arriviamo esterni rispetto ad Antigua al quale lasciamo l'interno in boa; un po' di esitazione nell'issata dello spi diventa fatale, Antigua ha un gennaker per cui deve fare una rotta più all'orza rispetto alla nostra, noi non riusciamo a far gonfiare lo spi perché questo è stato pensato solo per andature dal gran lasco alla poppa. Dopo alcuni interminabili minuti, riusciamo a passare Antigua all'esterno e ci mettiamo in poppa quasi piena. Fortunatamente sul cartografico abbiamo preso la posizione della boa e sappiamo perfettamente, anche senza vederla, dove essa sia. Inizialmente la corsa del Pepe diretta in boa sembra vincente, guadagniamo decisamente sulle poche barche che abbiamo davanti, poi il vento incomincia a scemare ed a diventare oscillante con salti di 20/30°. La fine del lato di poppa è un pianto con il vento sceso a 2,5 nodi di apparente e lo spi che a riesce a stare gonfio solo grazie ad un gran lavoro di Claudio ed Alberto, rispettivamente al braccio ed alla scotta. Alla boa di poppa, come se non bastasse, Aria si mette dietro di noi e ci copre facendo 2 bordi con il suo enorme gennaker proprio dietro il Pepe. Riusciamo comunque a passare questa boa ed a metterci in bolina; incontriamo tutti i nostri avversari che arrancano con lo spi o il gennaker "a pera" quasi privi di vento. Si prospetta una buona prestazione dunque, per il ritorno sull'ultimo lato di poppa decido che "arma di fine di mondo", lo spi leggero made in Fastelli, dovrà salire a riva, ma ci giunge la notizia di una riduzione di percorso: la regata terminerà alla boa di bolina. Sembra un regalo, nessuno dei nostri avversari sembra poterci insidiare. Al termine della regata con una vento molto debole ed irregolare, non ci risparmiamo l'ultimo brivido: ritardo stupidamente una virata ed Autarkie, un palazzo di 3 piani che sta arrivando in layline mure a dritta ci copre completamente, la barchetta si ferma in balia della corrente, guardo la boa di arrivo che si avvicina pericolosamente rischiando il contatto con questa, poi, finalmente privi di copertura, una bava di vento ci porta oltre la linea con il palazzo di 3 piani che si prende il 2° posto overall in tempo reale. Anche stavolta, pensiamo, ci sarà un ecatombe di DNF, ma appena passata linea, mentre ci accingiamo a tornare in porto, il maestrale riprende a soffiare e toglie dai pasticci i nostri avversari. Antigua, che diventa il nostro principale competitor, recupera moltissimo. Pepe riesce ad occupare quindi tutti i 3 gradini del podio: il 1° di classe in compensato ed overall, il 2° assoluto ed il 3° in tempo reale overall: davvero una bella prestazione. Chissà cosa potrebbe succedere se riuscissimo a fare almeno una regata con l'equipaggio al completo, in questo campionato non è mai successo! Da segnalare infine che il Trofeo Don Silvano, da noi vinto lo scorso anno, finisce meritatamente nelle mani di Quasar I che vince overall la regata: i complimenti del Pepe vanno a Fernando Pera ed al suo equipaggio. La ciurma del Pepe era composta da: Alberto Forte tattico, prodiere e randista Claudio Kolenc tailer Federico Siciliano tailer Alessia Forte drizzista ed aiuto prodiere Pier Mario Bozzuffi timoniere |
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le classifiche overall classe 2
generale overall generale classe 2
la regata vista da Google Earth
la partenza
il lap 1
il secondo lap |
VI° giorno 23 gennaio 2011 In una regata caratterizzata da un vento molto capriccioso, il Pepe consegue un ottimo 2° di classe ed un 3° overall che consolida il suo primato in entrambe le classifiche. Anche gli avversari più pericolosi come Antigua e Baralla ci hanno involontariamente aiutato con prestazioni non all'altezza delle loro capacità, mentre Tagula II si candida ad essere il nostro competitor più agguerrito. Ma veniamo alla cronaca della regata; partiamo con un handicap importante, l'anemometro si è infatti guastato e non fornisce informazioni sulla velocità del vento, ma solo quelle sulla direzione: perdiamo quindi buona parte dei dati utili alle regolazioni delle vele ed alla tattica (VMG nel vento, vento da terra, velocità vento apparente e vero); i siti meteo che normalmente consultiamo sono fortemente discordi sull'intensità del vento. Chiediamo in porto a qualche buon samaritano che ci da qualche informazione e decidiamo di utilizzare il genoa2 e la randa1. Forti dell'esperienza della scorsa regata la randa2 rimane a bordo anche se, per questa regata, rimarrà inutilizzata. Nel prepartenza, Domenico il tattico, studia con la consueta precisione la situazione, Alberto ed io rimaniamo ammirati dalla preparazione di Domenico che ha addirittura dei prestampati per segnarsi gli angoli di bolina, l'orientamento della linea di partenza, la direzione del vento, ecc. Il vento si presenta variabile sia in direzione sia come intensità, il grecale si comporta spesso così a Fiumicino. Domenico decide di partire al centro della linea di partenza e così è: una partenza perfetta al secondo e senza coperture. Immediatamente verifichiamo che la scelta delle vele è stata giusta, filiamo a 7 nodi con un ottimo angolo, chiaramente il mare calmo aiuta parecchio, ed un assetto perfetto. Ci teniamo inizialmente sul lato sinistro del campo sperando che il vento rimanga costante, ma presto ci rendiamo conto che con un vento così ballerino è meglio non allungarsi troppo e ritorniamo la centro del campo di regata con un altro bordo lungo. Finalmente siamo in boa, tardiamo un po' ad alzare lo spi ed a metterlo a segno a causa di un problema all'avvolgifiocco che non vuole funzionare, un bello strattone sulla cimetta e lo induciamo a più miti consigli: dovremo indagare quando saremo in porto. Sale a riva "arma di fine di mondo" e la barchetta si invola: per la prima volta mi sono ricordato di prendere i Waypoint delle boe e sugli ST70 compare distanza e direzione della boa di poppa: non dobbiamo procedere a tentoni come al solito. Con una sola abbattuta arriviamo in boa e si ricomincia la bolina, il vento sembra essere in calo e stavolta i 7 nodi sono un miraggio, abbiamo perso un nodo secco! Comunque la velocità e l'angolo di bolina sono ancora buoni, Domenico sceglie stavolta il lato destro del campo, sperando che il vento regga, i fatti gli daranno ragione. Una barca più grande di noi, credo Fire Wind, si appiccica alla poppa di Pepe, ce la porteremo appresso per metà della bolina e nella prima parte della poppa Per distanziarla, Domenico chiede precisione nelle virate ed i tailer, Massimo e Federico, si esibiscono un paio di virate "America's Cup Style" con il prodiere che non deve neanche intervenire per sistemare la base tanto veloce e precisa è la manovra. Riusciamo a staccare Fire Wind, ma questa ci riprende lentamente essendo un po' più veloce: la teniamo dietro solo perchè naviga stabilmente nei nostri rifiuti. Passato lo stacchetto tra la boa 1 e la 2, lo spi leggero sale velocemente a riva e le speranze del nostro avversario di coprirci vengono immediatamente frustrate: ce ne andiamo a circa 6 nodi nonostante il vento sia in continuo calo. Tenere duro è l'imperativo con Massimo alla scotta dello spi che si danna l'anima per portarlo al meglio, mentre la velocità cala costantemente arrivando a metà del lato di poppa a 3 nodi e mezzo. Togliamo i entrambi i bracci per non appesantire le bugne dello spi che sembra gradire, intorno a noi alcune barche sono quasi ferme con gli spi che non portano. Il vento diminuisce ancora, siamo abbastanza vicini alla boa gialla di disimpegno e mentre sto pensando di sostituire le scotte dello spi con le scottine per cercare di dargli più leggerezza sulle bugne o di passare direttamente al WindSeeker, il grecale morente ha un sussulto che ci spinge fino alla boa con un bel traverso. Mentre passiamo la boa gialla, intravedo la possibilità di fare lo stacchetto fino all'arrivo senza aprire il genoa, Domenico ordina di abbassare al massimo il naso del tangone e portiamo lo spi come se fosse un gennaker stringendo tra i 75 e gli 80 gradi il vento. Tagliamo il traguardo ad oltre 5 nodi con "arma di fine di mondo" portato in questo modo inusuale, ancora una volta dobbiamo a questo spi, realizzato in maniera magistrale da Maurizio Fastelli, il nostro piazzamento. Al ritorno verso il porto vediamo decine di imbarcazioni completamente ferme con gli spi o i gennaker completamente afflosciati. Su oltre 30 barche in partenza nella categoria crociera saranno solo 9 gli arrivati entro il tempo massimo; anche nelle categorie regata le percentuali dei DNF saranno simili. Un'ultima annotazione: le classifiche generali di classe ed overall sono sbagliate per alcune barche tra cui il Pepe, il risultato della terza regata infatti è stato un 4° posto di classe ed un 7° overall, mentre nelle classifiche generali ci viene attribuito rispettivamente un 5° ed un 8°, stessa situazione con il nostro avversario più vicino, Tagula II, i distacchi quindi non cambiano. Stiamo comunque attendendo che il CVF prenda atto dell'errore e modifichi le classifiche.
La ciurma del Pepe era composta da: Francesca Fiorentino prodiere Prisca Simonetta all'albero Claudio Kolenc drizzista Massimo Ruggiero tailer Federico Siciliano tailer Alberto Forte randista Domenico De Toro tattico Pier Mario Bozzuffi timoniere |
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le classifiche overall classe 2
generale overall generale classe 2
la regata vista da Google Earth
la partenza il lap 1 il secondo lap Il Pepe nella seconda bolina
lo stacchetto prima dell'arrivo con Shirly ed Extasy dietro di noi
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V° giorno 9 gennaio 2011 Grande prestazione della ciurma del Pepe nel 5° giorno del XXX° Campionato Invernale di Roma. In una giornata molto difficile con uno scirocco teso, oltre i 20 nodi, e molte assenze tra i titolari a bordo causa influenza, il Pepe ha sfoderato gli artigli con una prova maiuscola. Appuntamento al porto Romano alle 8:15 del mattino: le condizioni meteo non sembrano confermare le previsioni della vigilia. In porto ci sono 5 nodi da levante, decido quindi smontare Genoa2 e randa2 lasciati inferiti dall'allenamento del giorno precedente e di utilizzare il genoa 1 e la randa 1. Per limitare il peso a bordo, scarichiamo tutte le vele non necessarie o almeno quelle che pensiamo non lo siano: presto però ci renderemo conto che qualche vela di troppo è rimasta a terra! Il vento fuori dal Tevere aumenta costantemente e ruota a scirocco mentre alziamo a riva lo spi leggero e proviamo qualche abbattuta: il numero 1 ed il 2 sono nuovi e non conoscono il Pepe. La situazione diventa pesante quando il vento reale supera i 12 nodi, le condizioni di utilizzo del genoa 1 sono ampiamente superate e la nuova vela rischierebbe di essere danneggiata dopo solo un paio di regate di utilizzo. Torniamo in porto a prendere il genoa 2, riusciamo in mare e la vela più piccola e con una forma più magra sale a riva con la barchetta che gradisce immediatamente. Il tempo di fare un paio di bordi ed il vento sale ancora fino a superare i 20 nodi: non c'è più tempo per rientrare a prendere la randa 2, dovremo arrangiarci con quella leggera. Dopo una rapida ricognizione sull'area di partenza, Paolo il tattico vede che la partenza buona è in boa ma il lato destro del campo di regata sembra essere vantaggioso, per cui salomonicamente decide per una partenza a centro linea in un'area solitamente poco affollata. Così è, partiamo in vento pulito e subito comincio a maledirmi per non aver portato la randa 2, perchè in bolina abbiamo spesso la falchetta in acqua che, per una barca come il Pepe con i bordi liberi così alti, è decisamente strano. Non stringiamo moltissimo, la randa è perennemente scarrellata da Paolo che, in assenza del randista ufficiale, si occupa anche di quella, ma la velocità e buona: siamo costantemente sopra i 6,5 nodi. Pochissimi gli incroci, che affrontiamo con molta prudenza, Paolo insinua pure troppa. Di certo il ricordo di un musone dell'ancora sventolato a 50 cm. dalla mia faccia durante lo scorso campionato in analoghe condizioni da un timoniere della domenica, mi frena decisamente. Con pochi bordi siamo già in boa, le sofferenze della scorsa regata con un vento ridicolo sono acqua passata, prepariamo lo spi pesante, per l'occasione provvisto di una assai poco sportiva calza, ma mi rendo conto che la randa1 da ostacolo nella bolina diventa un vantaggio in poppa, nella prima parte di questo bordo siamo spesso oltre i 7 nodi, lo spi prende mestamente la via della cala vele; salvo pentircene immediatamente dopo quando il vento inizia a calare e terminiamo la poppa intorno ai 6 nodi. Ricomincia la bolina con il vento tornato sui 20 nodi, il mare che si è alzato notevolmente; stavolta ci portiamo immediatamente sulla parte destra del campo, altra bolina di passione con il Pepe fortemente sbandato, ma in effetti stiamo volando sull'acqua e le condizioni non impensieriscono certo un barca svedese ed una ciurma esperta. Nell'ultimo bordo verso la boa di bolina lottiamo con altre 2 barche più grandi davanti a noi, che riusciamo a passare sopravento rollandole e costringendole ad accodarsi al Pepe al passaggio della boa. Ci teniamo discosti dalla boa perchè una barca ad una decina di lunghezze da noi tocca la boa in evidente difficoltà, riusciamo a passare anche questa e vediamo che anche la barca dietro di noi tocca la boa. Ci avviamo verso l'ultima poppa ancora incerti se dare spi o continuare a vele bianche. Qualche avversario più temerario alza lo spi a riva, ma il mare formato non aiuta e ben presto tutti ritornano a vele bianche. Vedo la velocità nuovamente intorno ai 7 nodi e prendo la decisione di continuare senza spi; sento la muta disapprovazione di Paolo e della prua del Pepe, che vorrebbero divertirsi un po' con lo spi, ma preferisco non rischiare. Questa volta il vento non cala e Paolo contiene la mia naturale tendenza a poggiare per andare in boa diretti. Paolo chiama poi una abbattuta per riportarci al centro del campo di regata e smarcarci dagli avversari che cercavano di coprirci. Alla boa di poppa siamo insidiati da Shirly, un Oceanis 46 piedi di un armatore che aveva precedentemente posseduto un Maxi 95, ma siamo interni in boa e grazie ad una virata velocissima riusciamo a mantenere un vantaggio sul traguardo di 3 secondi in tempo reale. Una rapida corsa al CVF conferma le nostre speranze: siamo primi assoluti e ritorniamo in testa al campionato sia di classe 2 sia in overall! La buona prestazione del Pepe è confermata dal 6° posto assoluto in tempo reale, unico rappresentante dei seconda classe nella parte alta della classifica overall in una regata che favoriva sicuramente la barche più grandi. Ancora una volta Paolo è stato determinante per il risultato del Pepe, non solo per le scelte tattiche sicuramente importanti, ma soprattutto per la capacità di dare, specialmente al timoniere, una grande sicurezza. Grazie Paolo! |
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le classifiche overall classe 2
generale overall generale classe 2
la regata vista da Google Earth
la partenza ed il lap 1
il Pepe nella seconda bolina |
IV° giorno 5 dicembre 2010 Una brutta partenza ed un calo totale del vento alla prima boa di bolina condizionano il risultato di Pepe, che perde la testa del campionato sia di classe sia in overall a favore di Quasar I. La partenza è stata rinviata di circa mezz'ora a causa del "solito" pescatore che mette le reti dove non dovrebbe, evidentemente nessuno legge i comunicati della Capitaneria! Comunque partiamo male, in questo caso non ci sono dubbi, solo poche barche indovinano la partenza e ci consoliamo, la maggior parte della flotta è dietro di noi, all'inizio la bolina sembra regolare con un vento leggero ma costante; buone condizioni per il Pepe che infatti rimonta subito alcune posizioni. Dura poco però, il vento comincia scemare ed a diventare molto instabile: vediamo intorno a noi, in un raggio di una cinquantina di metri, 4 o 5 barche dirette in bolina verso la boa ma tutte con una prua diversa una dall'altra! Ad un certo punto, durante una virata, il vento gira talmente che ci troviamo diretti nuovamente verso la barca giuria! Dobbiamo aspettare che la barca riacquisti velocità per poter virare nuovamente, perdendo così una decina di lunghezze: nella visione aerea della regata quel "ricciolo" nella prima bolina potrebbe sembrare ad uno spettatore disattento che sia il recupero di un uomo a mare, invece è solo un salto di vento! La situazione si fa pesante con il Pepe che quasi non governa, ci aspettiamo un annullamento della regata che però non arriva: chiudere la prima parte del campionato con 2 sole regate sicuramente non fa piacere al CVF; certo che sia il primo sia il secondo giorno sarebbe stato possibile disputare una seconda prova, evitando di far correre regate in cui metà della flotta arriva fuori tempo massimo e, a parte i più veloci, la regata diventa una pena. L'arrivo alla prima boa diventa un calvario, tutte le barche dietro di noi sfruttano gli ultimi refoli del vento morente e ci raggiungono. Finalmente doppiamo le boe di bolina ed alziamo "arma di fine di mondo", lo spi leggero made in Fastelli, utilizzando le scottine, ma con meno di 3 nodi di apparente non si gonfia nemmeno. Tentiamo la carta del gennaker, cercando di stringere un po' il vento, ma nemmeno questo riesce a far qualcosa, mentre tentiamo di alzare il windseeker, il vento aumenta oltre il limite di questo gennaker leggerissimo che è di soli 4 nodi. Rimaniamo quindi con il gennaker per tutto il bordo di poppa. Mentre Claudio scende a piegare lo spi gli grido di lasciar perdere tanto ci sarà sicuramente una riduzione di percorso e non avremo altri lati di poppa. Quando arriviamo alla boa di poppa ci rendiamo conto che la giuria ha deciso diversamente, ammainiamo il gennaker e ci buttiamo nella nuova bolina sperando di recuperare un po'. Effettivamente guadagniamo un paio di posizioni, mentre con un solo bordo arriviamo in boa di bolina. Decido quindi di utilizzare nuovamente il gennaker pensando di poter stringere il vento oltre il traverso, ma purtroppo questa si rivela una scelta errata, il vento gira ancora e ci ritroviamo a portare un gennaker medio con una arietta ed un angolo che si addicevano perfettamente allo spi leggero. Come se non bastasse, il tailer porta il gennaker troppo cazzato, appena Alberto se ne accorge lo lasca e guadagniamo in un attimo più di mezzo nodo. Ma ormai la frittata è fatta, all'arrivo la percezione di una Waterloo è negli occhi di tutti noi. Passando la linea non ci risparmiamo un ultimo brivido sfiorando per pochi centimetri la boa. Il risultato finale è un 4° posto di classe ed un 7° assoluto che, come già detto, fanno retrocedere il Pepe al secondo posto di entrambe le classifiche. Tra le poche soddisfazioni della giornata, come direbbe anche il grande Igor "poteva andare peggio, poteva piovere!", la vittoria meritatissima di Quasar I, una barca "amica", con un ottimo equipaggio e comandata da Fernando Pera, un vero signore del mare! La ciurma del Pepe era composta da: Francesca Fiorentino prodiere Claudio Kolenc drizzista Federico Siciliano tailer Massimo Ruggiero tailer Alberto Forte randista Pier Mario Bozzuffi timoniere |
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le classifiche overall classe 2
generale overall generale classe 2
la ciurma del Pepe alla premiazione Francesca, Alberto, Claudio, Pier Mario, Alessia e Federico Ci avviciniamo alla prima boa di bolina la seconda boa di bolina in lotta con Bonamanzi |
II° giorno 7 novembre 2010 Pepe vince in assoluto la regata, portandosi in testa alla classifica di classe e overall. Arriva anche la Coppa De Musis, trofeo che mancava alla bacheca del Pepe L'inizio della regata non sembrava promettente: 2 componenti dell'equipaggio assenti, una bomata in testa al timoniere e la radio VHF sintonizzata sul canale sbagliato... il risultato è stato una partenza buona ma non eccezionale, per altro merito di Francesca che si è accorta che la partenza della classe Ior e della classe crociera sono state accorpate e di una buona dose di fortuna perchè ci trovavamo proprio vicino alla barca giuria al momento del via. Dopo la partenza la sf..ortuna iniziale ci ha abbandonato e non abbiamo più dato tregua ai nostri avversari. Fidandoci delle previsioni tratte dal sito del Consorzio Lamma Toscana che davano una rotazione a destra ed un aumento del vento, abbiamo scelto la parte destra del percorso e nella prima bolina la scelta delle vele si è subito dimostrata azzeccata, con i 15/16 nodi di apparente la randa1 ed il genoa2 erano la velatura perfetta. Ma come al solito è stata "arma di fine di mondo", lo spi leggero della veleria Fastelli, che ci ha dato la spinta, nel vero senso della parola!, per raggiungere il risultato. La rotazione del vento ci ha permesso di raggiungere la boa di poppa con una sola abbattuta in entrambi i lati di poppa: subito dopo la boa un bordo corto di una decina di lunghezze e poi un unico bordo, mure a sinistra verso la boa. Un unico momento di suspance, quando il genoa all'ultima boa prima della linea del traguardo non si è aperto a causa della drizza spi incattivata, sulla girella dell'avvolgifiocco: ammainare lo spi senza la copertura del genoa e con un vento piuttosto fresco non è stato un gioco da ragazzi. Ma con questa ciurma il Pepe non ha paura di nulla e l'inconveniente è stato brillantemente superato: grandi prestazioni da parte di tutti, con una particolare menzione ad Alberto nell'inedito ruolo di tattico, una mansione di grande responsabilità svolta con grande profitto. Un sensibile contributo al risultato del Pepe è stato dato anche dalla nuova strumentazione Raymarine ST70 che fornisce informazioni preziosissime, totalmente assenti sui precedenti ST60+, come la direzione del vento da terra, la VMG nel vento e la direzione ed intensità della corrente; unica nota stonata, dal punto di vista tecnico, per la seconda volta consecutiva il sistema di memorizzazione delle sequenze NMEA, che viene poi utilizzato con Google Earth per rivedere la regata, non ha funzionato: il buon vecchio palmare dell'HP comincia mostrare i suoi anni e dovrà essere sostituito con un modello più aggiornato. |
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le classifiche overall classe 2 il Pepe alla boa di bolina, sale a riva "arma di fine di mondo" la ciurma al termine della regata da sinistra a destra Francesca, Prisca, Federico, Claudio, Alessia e Pier Mario |
I° giorno 24 ottobre 2010 Inizio in chiaroscuro per Pepe che, per un errore del timoniere, sbaglia la partenza, ma grazie alla perizia dell'equipaggio riesce a rimediare una situazione quasi disperata. Tagliamo infatti la linea con oltre 4 minuti di ritardo in terz'ultima posizione, ma ritrovata un po' di serenità, il Pepe incomincia a rimontare sugli avversari, anche il nuovo genoa "made in Fastelli" fa il suo dovere con un vento molto irregolare ma sempre piuttosto debole. All'arrivo in boa già ci siamo lasciati dietro una decina di barche, mentre stiamo a pochi metri dalla boa, nel più classico dei trenini, leggermente sopravento alla barca che ci precede, questa ci vira davanti perchè si rende conto di non riuscire a passare la boa, siamo costretti a rispondere per evitare la collisione e perdiamo un paio di posizioni faticosamente acquisite. La prossima volta comunque si protesta!. Appena passata la boa, grazie al nuovo prodiere del Pepe, lo spi "arma di fine di mondo" sale a riva e... non ce n'è più per nessuno! riusciamo a sorpassare nuovamente le barche che avevano approfittato delle nostre difficoltà in boa e cominciamo ad intravedere il gruppo dei primi. Nel frattempo il vento gira di una trentina di gradi dandoci un buono impressionante e con un solo bordo riusciamo ad arrivare in boa. Notiamo però che le barche che hanno già girato la boa di poppa si fermano ed ammainano il genoa, capiamo che la regata è stata ridotta ad un solo giro e le speranze di recupero sfumano immediatamente... I complimenti comunque vanno alla nuova prua del Pepe: Francesca e Prisca che hanno dato un grande contributo alla rimonta!
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